#24 Pantelleria – Partenza

Che posto, Pantelleria! Piantata nel Canale di Sicilia, più vicina alla Tunisia che alla Sicilia, imponente, nera, verde…

Tante, troppe storie si nascondono su questo scoglio. A cominciare da Giancarlo e Cristian di Konza Kiffi – Azienda Agricola, due fratelli giovanissimi che dopo aver lavorato nella ristorazione all’estero hanno deciso di tornare nella loro terra per coltivare e creare prodotti lavorati di qualità altissima. È stato un onore raccogliere pomodori seccagni con voi in una delle campagne più belle ch’io abbia mai visto, quella di Piano Ghirlanda.

La campagna, già, che da sempre dà vita e lavoro a Pantelleria e che, mi sembra, rispetto ad altre isole, ancora sopravvive. Con miliardi di km di muretti a secco tutto sommato in buono stato. Ma, come dice Giancarlo, bisogna avere voglia di faticare, di sporcarsi le mani, perché la storia di questa campagna così mediterranea continui…

Poi Donnafugata. Quelli del Ben Ryé, il miglior Passito di Pantelleria, per intenderci. Appunto, gente che si sporca le mani, sebbene al passo coi tempi. Un grazie immenso a Ivan Caronna e ad Antonio Rallo per avermi accolto nella loro incantevole tenuta e raccontato del mitico passito e dei misteriosi giardini panteschi. Il Ben Ryé, ça va sans dire, un capolavoro di vino 

Tutta questa energia che sprigiona la vulcanica Pantelleria, qualche artista doveva pure incanalarla. Sono rimasto estasiato nel vedere lavorare Sebastiano Fischer Ceramic Art. Una storia di passione per quest’isola e delle ceramiche raku (e non solo) sublimi, nate realmente dalla pancia di quest’isola. Grazie, Sebastiano

Infine, una donna speciale. Una delle primissime subacquee d’Italia, che fino all’anno scorso, prima di perdere quasi definitivamente la vista, rilasciava brevetti nonostante una venerandissima età. Maria Ghelia, torinese, rimasta innamorata del mare di Pantelleria trent’anni fa, che ha speso una vita nel creare conoscienza subacquea specie fra i bambini, nelle scuole. Una donna magnetica e con le palle, che aveva anche redatto una proposta, per una volta veramente basata su analisi scientifiche, per un Area Marina Protetta che colpevolmente qui ancora non esiste.

Forse più che mai parto con il desiderio di tornare. La bellezza che c’è qui, io raramente…

Ma Lampedusa aspetta, nonostante lo Scirocco contrario seppur deboluccio. Se non mi squaglio su Maribelle domani sono lì, in quest’altro posto così importante per questo nostro Mediterraneo…

 


Pubblicato il: 12.Lug.2018   Lascia un commento

#23 Favignana – Partenza

Come già successo per le isole che più mi spaventavano per dimensione o afflusso turistico (Capri, Lipari, Elba), anche Favignana aveva in serbo grandi sorprese.

L’A.S.D Gulliver scuola vela Favignana, per iniziare, è una scuola vela che, tutto l’anno, accoglie più della metà dei bambini dell’isola, insegnando loro non solo a navigare (arrivando anche a competere a livello nazionale), ma anche le regole di gestione e convivenza all’interno di una struttura che ha bisogno dell’aiuto di tutti per esistere. Il mitico Peppone la dirige superbamente da oltre 20 anni ormai. Ci sono solo pochissimi figli di turisti, quelli che passano tutta l’estate qui; a parte loro, Gulliver vive incurante dell’invasione di massa estiva.

Quest’invasione, su un’isola vicina alla terraferma e tutto sommato molto comoda, attira tanti soldi. E i soldi attirano tanti interessi. Così succede che il cuore autentico di Favignana, il Borgo Marinaro di Punta Lunga, un vero gioiello Mediterraneo, è da qualche anno in pericolo per le concessioni richieste da vari speculatori forestieri che vorrebbero buttar via i pescatori dal borgo per per riempirlo di altri gommoni da affittare due mesi all’anno. Ma Favignana resiste, formando un’associazione capitanata dal sorridente normanno Giuseppe Campo.

Così succede che la presenza della Mafia qui è forte e accertata. Ma Favignana resiste. All’associazione Casa Macondo è stata affidata una casa confiscata alla Mafia, per esempio, dove i bambini sull’isola, per tutto l’inverno, hanno un ritrovo sano e culturale che li toglie dalla strada. Grazie di cuore a Barbara e Michele (Macondo Mic) per aver pazientemente spiegato e raccontato tutto questo e soprattutto per, senza guadagnarci una lira, portare avanti questa realtà.

Poi la saggezza di Maria Guccione, dall’alto dei suoi 80 anni ma molto più giovane di molti, che ci ha raccontato delle sue battaglie e, con gli occhi ancora quasi iniettati con il sangue della passione, ci ha spiegato come vanno portate avanti, le battaglie: con passione, certo, ma anche con le conoscenze tecniche e agendo alla base, politicamente. Scrivere un post su Facebook, la versione moderna del concetto di “battaglia”, serve quasi solo a scaricare la rabbia personale. Combattere è un’altra storia…

E infine, la simpatia e l’ostinazione, anch’esse molto mediterranee, di Paolo Balistreri, biologo marino che prova e cerca di lavorare sulla sua isola, dove con una delle più grandi Aree Marine Protette del Mediterraneo sarebbe naturale trovare lavoro. Soprattutto quando sei veramente bravo in quello che fai. Ti auguro con tutto il cuore di farcela, Paolo.

E finalmente finalmente, a Favignana c’è l’arena, il cinema estivo all’aperto, più bello di sempre in una fantastica ex cava di tufo / giardino ipogeo!

Dimenticavo la fantastica ospitalità di un Diving atipico, divertente, professionale, assolutamente autentico, quello di Vincenzo e Ciccio, Egadi Scuba Diving. Un grande grazie anche a voi.

Ma adesso, dopo troppa attesa, è arrivato il nuovo tracker che invia la mia posizione in tempo reale. Posso navigare di nuovo in sicurezza! A noi due, Canale di Sicilia: Pantelleria, sto arrivando!

 


Pubblicato il: 9.Lug.2018   Lascia un commento

La delusione (e la rabbia) per Pianosa

Dopo la Capraia, dove sono bloccato da un bel Ponente, nel mio itinerario c’era Pianosa. Isola critica, che da decenni è abitata solo dai detenuti del penitenziario di Porto Azzurro (Isola d’Elba) più qualche guardia, e da Giulia Manca che gestisce l’unico alberghetto, i cui dipendenti sono appunto i detenuti.
Pianosa si trova in un momento storico fondamentale: la transizione fra il carcere e una possibile apertura al turismo, che avrebbe musica per le sue orecchie fra mare splendido tutelato da una riserva marina, resti romani importantissimi (delle grandissime catacombe in particolare) e una terra affascinante.
Un’isola da raccontare forse più delle altre, perché il futuro si gioca in questo momento, mentre per tutte le altre le partite importanti si giocarono ormai qualche decennio fa con l’inizio del turismo di massa negli anni ’60.

Ora, a Pianosa è vietato l’approdo dal Parco Nazionale Arcipelago Toscano, per via della riserva e per via, immagino, della presenza dei detenuti. Ci si arriva solo dall’Elba con una barca privata riconosciuta dal Parco. Il permesso di ormeggio però non di rado è rilasciato per ragioni scientfiche e/o sociologiche – almeno questo è quello che dice il Parco.
Avevo dunque ufficialmente chiesto tale permesso mesi fa al caro Parco, spiegando che la mia barca non inquina – barca a vela con motore elettrico – e che qualunque detenuto avesse avuto voglia di rubare Maribelle non sarebbe certo andato lontano. Le mie ragioni erano sociologiche, chiaramente, perché stavo raccontando tutte le isole minori italiane col mio viaggio in solitaria a vela e credevo fosse fondamentale raccontare Pianosa per i motivi sopra citati approdandovi personalmente.

Ma siccome in questo paese se non sei raccomandato e non lecchi il culo non sei nessuno, i miei amici del Parco mi hanno rifiutato il permesso sbarazzandosi di me con poche, ridicole parole. Grazie, Parco Nazionale Arcipelago Toscano, forse avete perso – o voluto perdere – un’opportunità per parlare della delicata transizione di Pianosa su cui tanti opulenti occhi sono puntati…

E quindi: mi tocca trovare un’altra trentatreesima isola!

 

Pubblicato il: 8.Giu.2018   Lascia un commento

#12 Ventotene – Partenza

E anche Ventotene ce la lasciamo alle spalle… Con lei, l’atmosfera magica, i colori pastello delle case, l’incredibile Porto Romano, gli scorci dolcemente vulcanici del suo mare. Ma soprattutto tanta mediterraneità, che poi significa per l’appunto cultura e accoglienza.

Gli incontri con il libraio di Ventotene, Fabio Masi, nella sua splendida, inimagginabile per un’isola con 300 residenti, Libreria Ultima Spiaggia Ventotene, dove si materializzano incontri inverosimili guidati dall’ammirazione per Predrag Matvejevic. Con Salvatore ed Elena del  del Museo Archeologico che ci hanno spiegato la storia e la sua importanza per il presente. Con la mitica Petra del Circolo Velico Ventotene, dove tanti, ma proprio tanti bambini imparano ad andare a vela.

E infine una menzione speciale a Valentina e Stefano del Diving World Ventotene, che ci hanno accolto e regalato un assaggio dei fondali dell’isola, area marina protetta. E soprattutto a Pietro Pennacchiodell’Hotel Mezzatorre Ventotene, che ci ha ospitati capendo, con semplicità e grande apertura mentale, quanto sia importante parlare delle piccole isole e del loro futuro.

Rotta verso… Ponza!

 

Pubblicato il: 21.Mag.2018   Lascia un commento