#30 Grado – Partenza

Di Grado ho già detto tanto. Che mi ha emozionato tanto l’impatto con la laguna, di Gianni Maran: artista che è una delle persone più generose e estrose al tempo stesso ch’io abbia mai conosciuto, di un’isola che è anche terra di confine verso i balcani, e che come tante altre fatica a mantenere viva un’identità di fronte al turismo e alla modernità.

Adesso si riparte. Per l’ultima volta. Altra laguna, quella veneta, all’orizzonte. Per un momento, credo, mi sembrerà Itaca o, molto più poeticamente alla greca, Ithakí.

 


Pubblicato il: 22.Ago.2018   Lascia un commento

#30 Grado – Arrivo

Quasi quattro e giorni e mezzo, non male per più di 300 miglia percorse. Cioè credo, boh, il senso del tempo e dello spazio devo averlo lasciato su qualche isola croata dove mi sarebbe piaciuto fermarmi. Anzi, spero di non ritrovarlo…

Ne sono successe di cose dalla partenza da Tremiti! Anzitutto, poche miglia fuori, mi sono beccato, o quasi, il secondo groppo (temporale locale e forte, nel gergo di chi va per mare) del viaggio – il primo fu il primo giorno, anzi la prima notte, indimenticabile, fra Palermo e Ustica. Questa volta l’ho visto evolvere, immenso, fra Gargano e Molise, e venire verso di me. Tuoni, fulmini, e poi, quando ancora il cielo sopra di me era sgombro, un vento assurdo improvvisamente! Ho pensato di togliere del tutto le vele, poi ho solo terzarolato e ho fatto bene: cavalcando il vento, al lasco, ho tenuto lontano il temporale e non è mai piovuto sulla mia testa!
Poi lo spettacolo indicibile delle isole croate. Miliardi, minuscole, enormi, tonde, allungate, tutte con dei profili dolcissimi che non ci si crede che la natura abbia potuto scolpire così. In più, costeggiandole, per almeno cento miglia non ho visto alcun segno della presenza dell’uomo, ad eccezione di fari.
Poi ancora, posso dire di avere assaggiato la Bora. Nel mezzo del Quarnaro (la baia che separa le isole dalla penisola d’Istria) , dopo il tramonto, a che galleggiavo senza vento, arriva dal nulla una raffica fortissima, almeno venti nodi: la barca sbanda tanto, ho il tempo di fare sei nodi di bolina e pof!, fine della raffica. Sarà durato il tutto trenta secondi scarsi.
E infine questo arrivo incredibile a Grado, il canale che entra in città, cose mai viste, e io che più che ormeggiato sono posteggiato, sul marciapiede, in pieno centro.

Mancano solo più 50 delle 2300 miglia totali di questo viaggio. Forse ce l’abbiamo fatta…

(E mettiamoci pure una citazione, per ricordare a me stesso della grande compagnia che mi hanno fatto i Modest Mouse in questo viaggio:
“Rows of lights to illuminate lines / Why don’t they turn them off and let us see night?”, Modest Mouse – Ohio)

 


Pubblicato il: 20.Ago.2018   Lascia un commento