#25 Lampedusa – Arrivo

Dice, Ma dritto non ci potevi andare? No, perché ha soffiato Scirocco, cioè esattamente dalla direzione dove dovevo andare, per due giorni e mezzo ininterrottamente! E siccome una barca a vela contro vento non ci può andare, zig zag, zig zag, con la barca sbandata di bolina per, appunto, due giorni e mezzo.

In questo lasso di tempo, ha fatto caldissimo (la foto la dedico al mio amico Francesco Corica), mi sono messo la crema (ma solo sul naso), la notte c’era pieno zeppo di fosforescenti Pelagia noctiluca (le comuni meduse rosa) e qualche delfino, al mattino c’erano tre tartarughine, ma soprattutto lo spasso della radio VHF nel Canale di Sicilia: voci arabe, balcaniche, giapponesi, francesi, siciliane, sarde, e ci sono stati anche 30 secondi “live” di Despacito, altrettanti di Bella Ciao, e una voce dall’accento maghrebino e un tono satanico che ha detto “Shut up your fucking ass”.

Nel cuore della notte, sono arrivato a Lampedusa, la mitica Lampedusa.

 


Pubblicato il: 15.Lug.2018   Lascia un commento

#24 Pantelleria – Partenza

Che posto, Pantelleria! Piantata nel Canale di Sicilia, più vicina alla Tunisia che alla Sicilia, imponente, nera, verde…

Tante, troppe storie si nascondono su questo scoglio. A cominciare da Giancarlo e Cristian di Konza Kiffi – Azienda Agricola, due fratelli giovanissimi che dopo aver lavorato nella ristorazione all’estero hanno deciso di tornare nella loro terra per coltivare e creare prodotti lavorati di qualità altissima. È stato un onore raccogliere pomodori seccagni con voi in una delle campagne più belle ch’io abbia mai visto, quella di Piano Ghirlanda.

La campagna, già, che da sempre dà vita e lavoro a Pantelleria e che, mi sembra, rispetto ad altre isole, ancora sopravvive. Con miliardi di km di muretti a secco tutto sommato in buono stato. Ma, come dice Giancarlo, bisogna avere voglia di faticare, di sporcarsi le mani, perché la storia di questa campagna così mediterranea continui…

Poi Donnafugata. Quelli del Ben Ryé, il miglior Passito di Pantelleria, per intenderci. Appunto, gente che si sporca le mani, sebbene al passo coi tempi. Un grazie immenso a Ivan Caronna e ad Antonio Rallo per avermi accolto nella loro incantevole tenuta e raccontato del mitico passito e dei misteriosi giardini panteschi. Il Ben Ryé, ça va sans dire, un capolavoro di vino 

Tutta questa energia che sprigiona la vulcanica Pantelleria, qualche artista doveva pure incanalarla. Sono rimasto estasiato nel vedere lavorare Sebastiano Fischer Ceramic Art. Una storia di passione per quest’isola e delle ceramiche raku (e non solo) sublimi, nate realmente dalla pancia di quest’isola. Grazie, Sebastiano

Infine, una donna speciale. Una delle primissime subacquee d’Italia, che fino all’anno scorso, prima di perdere quasi definitivamente la vista, rilasciava brevetti nonostante una venerandissima età. Maria Ghelia, torinese, rimasta innamorata del mare di Pantelleria trent’anni fa, che ha speso una vita nel creare conoscienza subacquea specie fra i bambini, nelle scuole. Una donna magnetica e con le palle, che aveva anche redatto una proposta, per una volta veramente basata su analisi scientifiche, per un Area Marina Protetta che colpevolmente qui ancora non esiste.

Forse più che mai parto con il desiderio di tornare. La bellezza che c’è qui, io raramente…

Ma Lampedusa aspetta, nonostante lo Scirocco contrario seppur deboluccio. Se non mi squaglio su Maribelle domani sono lì, in quest’altro posto così importante per questo nostro Mediterraneo…

 


Pubblicato il: 12.Lug.2018   Lascia un commento

#21 Marettimo – Partenza

Marettimo è un luogo di bellezza disarmante. Se è vero che tutte le isole sono posti bellissimi, senza eccezioni, Marettimo è probabilmente più bello di molti altri – perché è remoto al punto giusto, perché la sua morfologia è imponente e selvaggia, perché il piccolo paesino è carinissimo e perché sott’acqua nasconde tesori veri.

Si tratta di un’isola di marittimi (che è rara, visto che la maggior parte delle isole aveva un’economia prevalentemente agricola), e lo si può sentire subito. Il suo popolo è abituato ad emigrare e accogliere. Sono passionali e sorridenti, aperti. Ho incontrato ragazzi giusti come Francesco, disposti a condividere le sue meraviglie oltre una mera logica turistica, spontaneamente e con professionalità. È proprio un peccato che dal prossimo anno anche la scuola primaria non riaprirà…

Ho intervistato Vito Vaccaro, bastione storico dell’identità dell’isola da cui dovremmo più che mai cercare una visione del futuro. Ci ha detto, per esempio, la storia dei pescatori di salmone, che ancora oggi arrivano e vanno dall’Alaska a pescare per uno o due mesi ogni anno.

Poi Leonardo, l’apicoltore di Isola Del Miele, che produce qui tonnellate (non è uno scherzo) di un tesoro così grande che ha vinto diversi premi nazionali. Ci ha detto che qui non c’è nessun problema con la mortalità delle api, perché non c’è agricoltura che inquina l’aria con pesticidi che danneggiano gli insetti.

E finalmente i miei amici del Blu Tek Diving – MarettimoDavide e Diletta, che per amore per Marettimo e per il suo mare hanno comprato qualche anno fa un centro diving e addirittura si sono sposati, qui. Dopo qualche immersione, per la prima volta il primato assoluto che il mare di Ustica ha nella mia esperienza subacquea è stato rimesso in discussione. Un grazie speciale a voi, ragazzi.

Quindi ora ci di di nuovo a levanzo, a soli 12 km di distanza mentre lo scirocco soffia…

(La foto è di Ferdinando Meli, che ringrazio tantissimo. Quello sono io accanto a una splendida colonia di Leptogorgia sarmentosa.)

 


Pubblicato il: 2.Lug.2018   Lascia un commento